Bé che dire! Ormai è stato detto e
scritto di tutto, e del resto va bene così perché è giusto che ognuno possa
spendere i propri pensieri e le proprie parole. Io provo a spenderli in qualche riga, ma solo
perché iniziando questo blog mi era passato per la mente di doverlo fare con un
omaggio alla verità, che cercherò di continuare, una specie di gioco che prende
a prestito le parole dalla filosofia e dal mito per riproporle in una struttura
un po’ barocca ma spero divertente.
Allora pensando alla verità non è
possibile tirarsi indietro dal fare un commento all’ipocrisia con cui si stanno
diffondendo notizie di politica internazionale, se non altro perché la morte di
un tiranno quando è venata di vendetta,
tutto giustificato per intenderci, porta in primo piano la pochezza dell’uomo
di fronte al problema esistenziale. Certo!
Senz’altro più facili e più divertenti sarebbero i temi legati agli scandali
sessuali o quelli che affogano nella corruzione, che per la verità non è un
vezzo solo italiano anche se qui ne abbiamo fatto un’arte: quella della
commedia.
Nella storia recente, dal ‘900 in
poi direi, tiranni illuminati così come li intendeva Platone nella sua
Repubblica per esempio, non ne sono esistiti. O perlomeno non riesco a trovare
un nome, perché anche quelli che tentarono la strada delle dittature morbide di
illuminato avevano ben poco. Dietro un tiranno c’è sempre un progetto di
vantaggio personale e quando va bene anche un macroprogetto più generale che
coinvolge una nazione o una comunità. E tutto
sommato è quello che accade anche alla politica dell’ultimo decennio, che penso
sia il periodo più decadente forse degli ultimi cent’anni ed ovviamente non
solo per l’Italia: ma in gran parte il vantaggio personale ovviamente non lo si
crea con le simpatie e ancor meno con le antipatie, ma con il collateralismo:
quello che Veltroni per esempio propugnava col “..ma anche”. Quando poi questo diventa anche collusivo bé
il gioco è fatto ed allora alla corte del tiranno ci passano tutti e nel caso
di quello libico ci sono passati tutti. Certo
noi (..!) gli abbiamo baciato le mani ma solo perché siamo più abituati alla
commedia e la nostra storia in Libia, quella del ‘900, non ha fatto altro che
mantenere aperto lo spartito della commedia affinché rimanessimo lì a leggerlo.
Ora! Il potente tiranno forse non
sarebbe nemmeno caduto se non ci fosse stata la primavera araba o la rivolta
dei gelsomini come l’hanno chiamata, e tutto è partito, dal malessere che
ovviamente esisteva e dal gesto estremo di
una coscienza che probabilmente non ne poteva più di pensare di esistere a
quelle condizioni. Quando la sofferenza, quella esistenziale: della coscienza,
supera un certo limite bé probabilmente anche la morte non è più un ostacolo
insormontabile, perché quello più grande è vivere. Allora! Bene, Mohamed
Bouazizi ed il suo carretto hanno dato inizio ad una cosa così grande come mai
avrebbero potuto immaginare. Il bonzo tunisino
Mohamed Bouazizi ha sconfitto i tiranni, non la nato e nemmeno i ribelli libici,
pur indispensabili. Gandhi aveva
ragione, le coscienze sono l’arma più potente e se non si smuovono quelle anche
gli hardware più potenti non servono, perché potere, economia, egoismo, corruzione
e privilegi, non sono difetti del
sistema ma debolezze dell’uomo. Allora l’unica arma possibile è la coscienza.
Che non è solo ragione. Personalmente penso che lo sia solo in piccola parte. Quel
sistema fatto di finta ragion di stato e ipocrisia cercherà di ricompattarsi,
come sta già cercando di fare in Egitto, ma in fondo qualcosa è successo ed in
futuro non si potrà fare finta di nulla.
Allora verità in contrapposizione
all’ipocrisia delle ragioni di stato scendendo però sino a quelle
personali. Perché alla fine quelle della
ragion di stato trova giustificazioni purtroppo a volte anche condivisibili,
mentre quelle personali finiscono quasi sempre nel grottesco e nella commedia appunto:
basta guardare la nostra politichetta, che sembra trarre dal carrozzone di
mangiafuoco prima gli strumenti e poi i
personaggi con cui usarli. Quando il
malessere è diffuso e comincia a toccare strati originariamente moderati, forse
vuol dire che è giunto il momento di cominciare ad ascoltare il clima che si è
creato e non aspettare che si manifesti un’altra miccia come Mohamed Bouazizi
perché dopo, quando si accende, è tardi: e questa è comunque una sconfitta
della politica.
Allora! Il problema non
sono gli sfigati come er pelliccia che ormai sta diventando un mito e del resto
nella nostra società lo sono, per certi aspetti, diventati Corona, Mora, le veline, i personaggi inutili dei vari
grande fratello e cosi via; ma lo è quel malessere che spinge tante persone
stanche a protestare. Stanche appunto.
Dell’arroganza, dei privilegi, della mancanza di progettualità, della pochezza
che coinvolge molte coscienze: stanche di tutto questo decadentismo forse.
Allora! Bene allora basta anche con le frasi
fatte, non perché dopate: o forse invece proprio per questo :-); del tipo un no alla
violenza senza se e senza ma, basta con una chiesa che salta a piedi pari nel
temporale dimenticandosi troppo spesso dello spirituale, basta con quelli come
Giovanardi o Sacconi che strumentalizzano il dogma affogandoci dentro senza
conoscerne una parola, basta a quelli che cascano dalle nuvole parlando di mele
marce e non di sistema marcio: i singoli sono marci perché il sistema che hanno
creato lo è! Basta con l’ipocrisia? Un
cambiamento quasi sempre provoca disorientamento, a volte sconforto e paura,
altre persino sofferenza. Allora! ciò che si deve capire
è se lo si vuole un cambiamento, perché tutto questo moderatismo ipocrita
tipicamente italiano sta affogando dentro concetti come quelli di atto pubblico
ed atto privato, assoluzione e prescrizione, garantismo e impunità e se invece
si proponesse con vera progettualità creando le premesse per un futuro
leggibile e migliore, tutta quella violenza per quanto non condivisibile e
probabilmente telecomandata non avrebbe acqua su cui galleggiare: altro che er
pelliccia! :-)
Certo quella del tiranno era una
morte annunciata l’epilogo su cui molti avrebbero scommesso e dunque quello più
facilmente attuabile. Non sono un complottista ed in questo caso non sarebbe
nemmeno interessante, in fondo dietro un tiranno c’è un uomo e dunque una
coscienza, e se una morte non può fare piacere di certo la sua non lascia rimpianti
diffusi ma la cosa certa è che ha sgravato di fardelli molte cancellerie
occidentali: un processo le avrebbe seppellite sotto tonnellate di merda :-)
La crisi è senz’altro prima politica
che economica e tutto ciò che l’Europa non sta facendo lo dimostra: non esiste
un governo europeo, non esistono leggi comunitarie univoche: a parte per i
packaging della frutta e per il diametro dei piselli, non esiste una vera Europa
federale da mettere in contrapposizione alle politiche americane o Cinesi,
esiste un mercato unico ma delle regole nemmeno l’ombra. Il salvataggio della
Grecia avrebbe dovuto essere una questione prima etica che politica ed invece è
una questione solo economica.
Non si può
continuare a strapazzare il futuro di intere generazioni, chiedere sacrifici
che ti cancellano in parte una vita, reprimere con l’arroganza le coscienze di
tanta gente per gli errori di gestione della vita che loro per gran parte non
hanno commesso: insomma, non si può sputare sugli altri, per salvare le banche.
È la gente, la società, che andrebbero salvate se vogliamo un futuro a misura d’uomo.
Allora! No! La crisi è davvero
etica e quella morte perfetta è lì a ricordarcelo.

