Perché Paperinik!
Bé a quei tempi, e forse tutt’ora,
era uno dei miei personaggi preferiti.
La rivendicazione di quella dignità che un papero imbranato e sfigato
non avrebbe potuto attuare diversamente, se non attraverso una doppia
personalità che però conserva in parte quell’ingenuità originaria.
Il cattivo buono insomma, che nel tentativo
di vendicare quella personalità pasticciona si reinventa un Mr. Hide che con
quella personalità comunque si ritrova a fare i conti.
Un Cattivik capace di trasgredire
corteggiando dispetto e cattiveria ma che poi trascende nel ritrovare quella dignità
impacciata ma convinta, che accomuna le due personalità. Un personaggio
Junghiano per certi aspetti, materialista e trascendente; scassato come la sua
313 temibile come il suo mantello.

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