L’attivismo a cui la Corte dei Conti è stata costretta dalla
malapolitica italiana, si sta rivelando con
la spinta propulsiva di chi, dopo un lungo periodo di stasi, ha scoperto le
magie con cui certa chimica ha maldestramente
riabituato all’utilizzo dell’organo: quello cerebrale!?
Certo, meglio tardi che mai farfuglia un vecchio detto, ed allora
ben venga questa improvvisa ondata energetica da cui al momento si sono salvate
solo due regioni italiane: la Toscana ed il Veneto, e che invece di degradare
pigramente sulle spiagge interne del malaffare rilancia su quelle più esotiche
del rating.
Il mondo liberale e quello più europeista è insorto gridando
allo scandalo, peraltro sempre molto provinciale, con cui si tende ogni volta a
rimarcare quell’Italietta incapace di guardarsi attorno e di esportare solo
scandali e giullari. Ma a ben vedere non sembra che il resto del mondo abbia
molto da imparare da noi! Ed allora perché non cercare una volta tanto di
recuperare quel senso di Patria per esempio: ma non quello che si nasconde
dietro una bandiera, piuttosto quello che quel splendido esemplare di donna,
Hannah Arendt, definiva come lo “ Spazio Pubblico. “ Il suo pensiero è
intrigante come e più della sua personalità. Perché se vero che quello è lo spazio per giudicare e
per rendersi conto di ciò che avviene, mentre avviene, allora ci si rende anche
conto che quello spazio non è garantito. Ed allora valori di identità storica, e
poi di comunità, fanno di quello spazio una Patria.
Allora perché gridare sempre allo scherno quando un
tentativo, magari solo indirettamente, potrebbe, e forse dovrebbe, invece coalizzare
attorno a quell’idea di Patria. Certo francesi e tedeschi e inglesi e.. già! Mi
sa che siano tutti più bravi in questa ricerca.
Allora! Corte dei Conti Vs agenzie di rating! Bè a dirla
tutta ci sono dei precedenti. Due Stati: quello Americano e quello Australiano
ci hanno preceduti, ma certo gente più seria potrebbe dire qualcuno, loro non
sono i discendenti di Pulcinella. Inoltre quei fenomeni dei norvegesi, se ben
ricordo .. o forse finlandesi, chiesero a garanzia il Partenone per potere dare
prestiti alla Grecia. Ma si sa quelle nordiche sono le democrazie più
democratiche: del mondo! Già!
Dalla provocazione, dentro cui la nostra Corte dei Conti ci
ha infilati, mi verrebbero in mente due riflessioni.
La prima è che le agenzie di rating non hanno dimostrato
infallibilità ed equidistanza Socratica. Ed infatti la Cina sta lavorando ad
una propria agenzia e l’Europa farebbe bene a fare lo stesso. Ma qui si spalancano
le porte a concetti di politica internazionale: appunto! Perché stilare
classifiche rigide basate su dati asettici, ma spesso sterili, lascia come
risultato un posto in classifica che nella memoria rimane leggibile: ma non
altrettanto intellegibile. Accidenti non me ne voglia il Botswana che ci
precede quasi ovunque!
L’altra riflessione è che il valore di una comunità non può
essere espresso allo stesso modo del valore di una azienda. Ed allora se troppo
spesso le leggi consentono a speculatori ed a pidocchi di inserirsi nei procedimenti
fallimentari delle aziende per acquisirle a valori irrisori, lo stesso una
società veramente civile, non dovrebbe consentirlo nei confronti di una
comunità: e secondo me nemmeno nei confronti di un’azienda, perché il liberismo
sfrenato non serve la comunità ma solo alcuni singoli privilegiati, o più
pidocchi degli altri, all’interno della comunità. Così Germania è andata a fare
shopping in Grecia ed i vichinghi ne volevano il Partenone: forse che .. non
sanno più dove appoggiare i loro elmi? No! Questa non è la comunità! E la
Arendt aveva ragione!
Dunque la provocazione della Corte dei Conti potrebbe essere
rivista in questi termini, e non semplicemente nel pensare che attribuire un
valore al Colosseo piuttosto che alla Pietà di Michelangelo, sia un esercizio
grottesco perché tanto nessuno se li comprerebbe. Detto questo aggiungo anche
ben svegliati dal letargo, e speriamo non sia solo una questione.. di chimica!
Allora agli amici liberisti e non, rilancio con un pensiero
della splendida creatura: “ La mancanza di idee è più pericolosa di ogni
istinto malvagio.” Dove pensiero, aggiungo io, non significa conoscenza ma la
capacità di distinguere il bene dal male, il bello dal brutto. Ed a questo solo
la nostra singolarità ci può guidare, e non certo il concetto della prassi:
Marxista! Solo così quello “ Spazio Pubblico “ può diventare davvero una
Comunità, senza sfumare in concetti totalitari come nella cara vecchia Europa
di questi ultimi due o tre anni se ne sono visti.
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