Ai
mercati generali gli era sempre piaciuto. Un po’ tutto! Quei colori, e persino
quel profumo di rugiada che sembrava
rimasto uguale a se stesso. Per tutto quel tempo. Da quando suo padre ogni
tanto lo portava lì. La mattina all’alba. Era passato tanto tempo, ma
quell’abitudine l’aveva conservata. Ogni tanto si alzava presto e andava lì. La
gente indaffarata per lui non era un problema, lui non era lì per lavorare, ma
solo per conservare quei profumi e quei rumori nella sua mente. Suo padre
lavorava lì, ma era passato così tanto tempo che quel posto se lo avesse
mollato per un attimo non lo avrebbe più riconosciuto. Si era passato tanto
tempo, e forse nemmeno suo padre lo avrebbe riconosciuto. Un incidente lo aveva
portato via seppellendolo sotto un cassone di frutta. Ora invece i cassoni non
ci sono più. Figli di un altro tempo, come suo padre, come quei ricordi che non
voleva perdere. Andava tutto così in fretta nella sua vita! Ma quegli odori
voleva conservarli e così ogni tanto passava da lì. La frutta e tutte quelle
verdure viaggiavano su cuscini d’aria man mano che venivano scaricati dai mezzi
di trasporto. Niente più carrelli accidenti! E quel traffico disordinato che si
confondeva col vociare degli addetti nemmeno. Ma il profumo della rugiada!
Accidenti. Quello della terra che rimaneva attaccata a quegli ortaggi! Ecco!
Quello era ancora uguale. Almeno fin lì. Fino a quando non veniva tutto lavato
e mescolato per ottenere quelle miscele vitaminiche che avevano trasformato i
mercati generali della frutta e della verdura in una specie di supermercato
vitaminico. E basta! I colori e gli odori nella fase di accettazione sembravano
figli di un altro tempo, poi tutto si mescolava in un amalgama asettico col
profumo dei ricordi, che baluginando da un’altra era depositava lì attorno il
fascino di sensazioni vissute. Andrea andava lì solo per annusarli, per non
dimenticare quelle sensazioni che da piccolo invece gli cascavano un po’
addosso. La mattina presto! Già. Ed ora invece proprio con quelle sensazioni
cerca di riviverle, forse per non perdere di vista quel passato che ora lo sta
sopravanzando. Velocemente. Impietoso di quel tempo. Impietoso di quel vissuto.
In questo futuro non sembra esserci posto per la rugiada e nemmeno per quei
profumi. Ora la luna è quel profumo. Quello di un altro tempo.
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