Bè la prima osservazione che mi passerebbe per la mente è che
se davvero in questo momento economico per l’Italia la questione importante sia
l’ineleggibilità oppure ora anche la
rappresentanza giuridica dei partiti. In
fondo il parlamento su questa questione si è pronunciato credo cinque volte, in
questi vent’anni, e a torto o a ragione quello stesso parlamento la questione
del conflitto d’interessi non l’ha mai affrontata seriamente: il governo Prodi,
per esempio, probabilmente cascò soprattutto perché Mastella si mise di
trasverso a questa questione proprio nel tentativo di ostacolare la presentazione del relativo disegno di
legge. Ed ora! Ora che all’ennesima elezione B. e non il Pdl, ha preso circa 10
milioni di voti qualcuno ripropone quel tentativo di fucilazione che elezioni e
magistratura non sono ancora riusciti a compiere. Così dopo il quindicesimo
ribasso consecutivo della produzione industriale, qualcuno si attacca a quel
vecchio tentativo di fucilazione con cui un atto del 1957 carica l’arma. Certo la scelta
strategica del m5s è lo sfascio politico e quindi elezioni ravvicinate:
supponendo che il malpancismo possa continuare ad essere la rete da utilizzare
in questa pesca. Meno chiari invece i motivi che inducono parte del Pd ad
utilizzarla. Per loro sarebbe una pesca veramente povera, soprattutto dopo anni
di tentativi in cui la magistratura ha ripetutamente provato a tirarla su
quella rete, a cui però quella stessa politica ha provveduto di volta in volta ad allargare
le maglie. Dov’è stata l’opposizione in questi venti anni! Ed ora! Con 10
milioni di voti alle spalle e con la riconquista della prima posizione politica
in Italia, la proposta politica di qualcuno è quella di continuare a caricare
quell’arma! Come se quello fosse il metodo che in tutto questo tempo ha dato i
migliori risultati. Va bè.
D’altra parte il Pd ha lungamente pensato di aver vinto le
elezioni, e quel mandato tutto interno che le primarie gli avevano conferito, non
è poi riuscito a spenderlo in termini di alleanze o condivisioni di programma, forse
proprio perché quel mandato interno: era troppo interno! Troppo dentro
strategie politiche che solo quella nomenklatura poteva accettare e riproporle all’esterno
con quell’immagine grottesca del governo di minoranza: che cercava sudditi e
non alleati. Così all’ineleggibilità
proposta dal m5s, chiaramente rivolta a
B. il Pd risponde con la rappresentanza giuridica, chiaramente rivolta al m5s, dando
adito alle chiacchiere di inciucio con cui hanno continuato ad assordarci, e a
quel vecchio vizio di cui certa genetica evidentemente non permette di
liberarsi, riproponendosi ogni volta con quella vecchia idea per cui non sono le
elezioni lo strumento principale con cui sconfiggere l’avversario politico: ma le logiche tutte interne alla
nomenklatura.
I voti hanno un peso? Ahimè si, soprattutto nel momento in
cui da intenzione diventano realtà oggettiva nel segreto di quell’urna dentro cui
vergogna e passione si mescolano, e si mescoleranno sempre con maggior forza forse
proprio per opporsi a quelle forze centripete con cui la casta nel proporsi con
tanta autoreferenzialità cerca solo di garantirsi un futuro.
Cosa c’entrano i sette nani? Bè quelli nella politica
italiana c’entrano sempre: ovunque! Perlomeno finché Biancaneve avrà bisogno del
suo Harem.
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