venerdì 6 gennaio 2012

Gli " Stipendi onorevoli"


Questa polemica sta diventando persino stucchevole.  Non si capisce per quale motivo in Italia si debba fare una commissione o una authority per qualunque cosa: con tutti i costi e le perdite di tempo che ne conseguono. Perché per gli stipendi della politica e non per quelli degli altri dipendenti pubblici per esempio! Allora perché non mediamo tutto rispetto al meglio dell’Europa, a cominciare dalle leggi che possono promuovere la legalità per esempio! E sai quanti altri esempi!

Questa nostra politica ci costa molto e per di più non ci ha garantito ne uguaglianza ne qualità dei risultati. Certo la colpa è anche nostra perché abbiamo accettato lo scontro delle parti per almeno 17 anni buttandola sul tifo calcistico, ma questo era esattamente quello che volevano molti di quei politici, perché così era più facile raccogliere consensi e dunque voti; ed ora tutti a leccarci le ferite per una situazione in cui questo tipo di politica ci ha infilati e non ha ne gli strumenti ne la voglia di tirarci fuori.  Ed infatti l’ex premier parla di senso delle istituzioni quando si riferisce alle sue dimissioni. Ma quale senso delle istituzioni! E questo vale per tutta la politica italiana, dall’udc con le sue manovre di dc che ricordano i migliori bizantinismi della politica anni 70-80, ai Finiani che hanno cavalcato tutti i tormentoni degli ultimi mesi: ma anche loro prima dov’erano? Ora persino i leghisti alzano il dito! Ma PRIMA dov’eravate tutti? Siete tutti gli zii di Ruby, e del falso in bilancio, e delle intercettazioni e della legge Gasparri sulle comunicazioni e poi del beauty contest, e della formula prescrizione = assoluzione, e dei vitalizi, e .. va bè! .. non si finirebbe più.  Eppoi il pd che continua ad annaspare dentro la confusione ideologica delle sue cento anime, che forse in crisi d’identità non sanno da che parte stare. E tutto questo perché la nostra politica, tutta, in questi anni non è stata improntata per una proposta sociale, ma esclusivamente per la ricerca di consenso: e quindi tutti a dire più o meno le stesse cose, che poi però dicevano, solo a volte, con parole diverse restituendo la sensazione che anche le ricette con cui impastare quelle cose fossero diverse.

Ma allora se i programmi a Renzi li scrive Gori e mentre quelli di Berlusconi li mediava Letta e con quelli di Bersani forse ci giocavano il leader Massimo, Veltroni e Fassino ed in parte anche Vendola e quelli dei centristi devono essere quantomeno avvallati da mons. Bagnasco non rinunciando al loro motto più accreditato “ ubi Petrus ivi ecclesiae”  (in fondo alla chiesa basta dare obbedienza ed il resto conta meno: tanto lo si contestualizza!) .. insomma che differenza fa?

Di certo questo tifo calcistico ha contribuito a creare e a rafforzare quegli schieramenti che lo alimentavano proprio per sostenersi e che anzi pur in assenza di proposte concrete e di capacità dimostrabili, e comunque indimostrate, si è sostenuto ed ha invaso strati della società probabilmente resi troppo permeabili dal facile qualunquismo italiano ma anche dai modelli che ci sono stati proposti. Ed allora persino Corona e Mora diventano modelli a cui riferirsi, proprio perché certa politica gli attribuisce quel credito che invece una persona che ruba qualche pacco di carne in un supermercato perde, per poi in parte recuperare solo in virtù di un buonismo straccione che fa pensare al “poveretto, o poverino”.

Politica a buon prezzo dunque, voti raccolti con le reti a strascico gettate in un bacino d’utenza lasciato, ed anzi volutamente spinto, dentro un’ubriacatura procurata regalando simboli economici immediati ed improntati a quel successo superficiale che quella visibilità, probabilmente premeditata, restituiva loro.
Certo mantenere basso il livello della sfida significa proporre cose semplici, più facilmente comprensibili e persino manovrabili, eppoi ai poverini ogni tanto basta elargire un gesto di misericordia che peraltro alimenta anche la propria autostima: e così quel gesto populista diventa persino qualcosa in cui credere, qualcosa d’importante che ti fa sentire dalla parte giusta. Ma quell’osso con un po’ di carne attaccata diventa inaccettabile quando l’arroganza con cui viene gettato non riesce più a mascherare l’etica decadente di quel gesto, che così trasforma il suo simbolismo. A volte non serve nemmeno andare così in profondità: semplicemente mancano gli ossi per tutti quelli che ne vorrebbero, ed allora si scatena la competizione: la crisi ha scatenato la competizione.

Così quando tutto diventa incerto e comunque più complesso da governare e persino la bandana diventa troppo ingombrante o il leader Massimo non riesce più a dire qualcosa di sinistra, allora ci si ricompatta attorno ai simboli dei padri, del patriottismo risorgimentale del 150°, dell’identità elitaria del “calderolo padano” o di quella di una chiesa più attenta alla comunicazione che alle anime e che solo con Paolo VI si decise ad abolire una lunga lista di libri vietati dai precedenti Magisteri pontifici.

Va bè mi sto allargando, e l’analisi condurrebbe alla notte dei tempi alimentando questo bizantinismo tipicamente italiano.  In Italia per qualunque cosa si fa una commissione pur di impiegare tutti quelli, e sempre di più, che con la politica ci vivono e probabilmente si arricchiscono.  Le idee sono un vecchio retaggio e persino una scomoda eredità da giustificare in molti casi, ed il nostro parlamento in questi ultimi tempi ne ha dato ampia dimostrazione. Compattarsi attorno ai simboli, anzi al simbolismo, è un gioco che ha sempre funzionato, ovunque e non solo in Italia, e dunque sarebbe ora di crescere e di trovare il coraggio di mettere da parte certa simbologia, perché la storia, o meglio il tempo, procede comunque e forse persino senza preoccuparsene.

Ed allora stiamo qui a fare commissioni e ad accapigliarci per uno stipendio onorevole? :-) Le commissioni sono fatte apposta per distribuirli quegli stipendi e non per arrivare a delle conclusioni e del resto se mediamente la politica nei paesi dell’Europa che conta costa circa 500 ml di euro l’anno mentre in Italia ne costa circa 2 miliardi di euro (credo siano questi i dati che più o meno si leggono) dipende davvero solo dal bizantinismo delle nostre origini? L’antipolitica non è una soluzione, ci dicono trasversalmente i nostri politici, e scomodano persino l’etica nell’enunciare questa formulazione, peccato che poi si dimostrino per lo più incapaci di sostenere quell’afflato etico dietro cui si nascondono pavidi.

Ed allora come ha detto quella saggia della Mussolini :-) gli stipendi degli onorevoli che li facessero Rizzo&Stella! Perché no! Mi verrebbe da dire. Sta a vedere che la Mussolini è davvero saggia come appare!

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