domenica 18 dicembre 2011

Esserci e non servire


Gentile Formigli

L’altro ieri ho guardato come quasi sempre la sua trasmissione, e devo dire che pur apprezzando il suo format nell’ascoltare alcuni dei suoi ospiti mi è capitato di fare qualche riflessione in modo più trasversale.

La premessa che ciascuno ha il diritto di pensarla e di proporsi come crede è persino ovvia, così come lo è che una trasmissione che si propone di raccogliere lo stato d’animo delle piazze d’Italia, si possa avvalere di tutte quelle figure - pur grottesche - della politica  che sono funzionali alla logica del ragionamento che si intende portare avanti.  E dunque purché quel ragionamento lo si riesca a fare con educazione tutti dovrebbero essere benvenuti.  Quindi lontano da me l’idea che in una trasmissione di approfondimento come la sua, si debbano selezionare gli ospiti  con criteri surrettizi o peggio con logiche partigiane, che trasformerebbero velocemente quell’approfondimento in una sceneggiata napoletana: com’è successo al TG1 per esempio. 

La qualità dell’informazione – perlomeno nel momento in cui si cerca di fare approfondimento - non consiste tanto nella ricerca spasmodica di apparire neutrali e forse nemmeno oggettivi, quanto piuttosto nel proporre un proprio ragionamento, che inevitabilmente è sfumato con le proprie idee - e guai non lo fosse - e nel cercare di capire quanto possa essere condivisibile.   

Il momento storico è abbastanza particolare, e non solo per noi italiani, e forse proprio grazie a questa particolarità l’opinione pubblica si sta focalizzando su temi che qualcuno sta cercando di proporre dal 2007 con l’introduzione di quel nuovo concetto della casta, ma che poi tanto nuovo non è e che anzi il peggio di sé forse cominciò a darlo già negli anni ’80-90: dunque piuttosto in là nel tempo.  Molti di quei personaggi sono ancora lì a proporsi come il nuovo solo perché di tanto in tanto cambiano il simbolo ed a volte persino il lessico, ma l’ingessatura del sistema politico è evidente come lo è quel sistema di privilegi basato sulle corruzioni che l’ha prodotta. Che è presente ovunque ed in modo trasversale come le cronache recenti ci ricordano: qualora ce se fosse davvero ed ancora bisogno. Inamovibilità dunque. 

Ora lungi da me pensare che voi giornalisti siate responsabili di questa inamovibilità, ma certamente molte trasmissioni di approfondimento sono state e sono tutt’ora una vetrina, dentro cui ciascuno può dire giustamente ciò che vuole, ma il risultato principale di moltissime partecipazioni spesso non lo si trova nei contenuti che quelle  partecipazioni propongono ma piuttosto nella più semplice e banale visibilità che inevitabilmente danno.  Non voglio essere frainteso perché certamente non penso di essere uno dei pochi portatori di contenuti, anzi, ma semplicemente fare notare che alcuni personaggi politici sono quasi stati creati dalle vostre trasmissioni dandogli appunto quella visibilità che prima non avevano e che probabilmente hanno cercato a tutti i costi. Allora Ballarò ci ha regalato la Polverini per esempio, mentre Anno Zero per certi aspetti riportò in auge l’urlatrice che poi finì anche per fare il sottosegretario di qualcosa mi sembra: già ma di che cosa! Il precedente governo sembrava davvero il carrozzone di Mangiafuoco, però quelli nonostante tutto erano lì, e non certo perché capaci di rappresentare dignitosamente qualcosa o qualcuno, e nemmeno perché portatori di una delega: e qui si aprirebbero campi sterminati alla discussione politica, perché in fondo il concetto della delega ora più che mai sta denotando i propri limiti, tanto più che certi personaggi rappresentano poco più che sé stessi, ed a volte non riescono dignitosamente nemmeno in quello.  

Certo, io seguo Santoro e lo stimo come professionista, mi viene anche facile capire che invitare certi personaggi permette di perseguire più facilmente certi obiettivi, perché in parte fanno tutto da soli e quindi il solo averli lì è uno spot per coloro che quei personaggi non rappresentano: e dunque avere lì l’urlatrice certo non era uno spot per il Pdl per esempio.  Per par condicio devo aggiungere che ieri sera guardando ed in parte ascoltando ad 8 ½ il tesoriere del PD incalzato dalla Gruber non riuscivo a capire che contributo possa dare uno così alla politica italiana per esempio: ha detto praticamente nulla ripetendo solo il ritornello che i partiti sono l’essenza della democrazia.  Somatica e dialettica ne fanno un dinosauro inestinto. E per continuare con il rispetto di quella legge egualitaria devo anche aggiungere che la Leopolda sembrava più una riunione di personaggi in cerca d’autore: o forse di un posto al sole, e sentire Gori in quella prolusione bè ha sollevato più di un dubbio. La politica ha inventato dei personaggi che nella vita diversamente sarebbero stati dei .. va bè si potrebbe continuare all’infinito anche se io non credo che il nuovo sia solo una questione anagrafica.

Allora, l’altra sera guardando – visto che ascoltarla è pressoché impossibile - la Mussolini giocherellare col suo telefono mi sono chiesto se non sia davvero il momento in cui tutti, e quindi anche voi giornalisti, si debba mettere da parte l’idea che per inseguire un ragionamento a tutti i costi  lo si debba fare inserendo anche tutte quelle brutture per il solo fatto che sono funzionali al ragionamento stesso: o meglio alla sua dimostrazione. Intendo, qual è stato il contributo della Mussolini? Ha detto delle cose? È stata invitata solo perché aveva dichiarato di votare contro Monti? Ma lei chi rappresenta a parte i familiari e qualche amico? Forse! Il suo parere è davvero così autorevole che merita di essere ascoltato da una platea attenta? Potrebbe esserci stato chiunque al suo posto! Ma davvero chiunque! E dunque?

Ed allora penso che faccia davvero bene Lerner quando all’Infedele invita persone che probabilmente hanno qualcosa da dire e non necessariamente i politichetti di turno forse proposti dai partiti, che cercano di lacerare l’oblio che in parte li avvolge con apparizioni inutili e funzionali esclusivamente a quell’ottica del ragionamento di cui dicevo. Quella visibilità intendo sarebbe meglio darla a qualcosa di veramente nuovo, perché quei cacciatori di visibilità si sostentano in gran parte per quello, e farli fuori: mi perdoni la crudeltà, sarebbe abbastanza facile. Perché farli fuori? Bè se qualcuno è sostituibile da chiunque tanto vale sostituirlo con chiunque, perché continuare invece a dargli dei privilegi visto che per  gran parte gli vengono proprio da quella visibilità così inseguita. Vogliono visibilità? Bene! Almeno costringiamoli a fare gli show con cui ultimamente ci ha deliziati l’on. Stracquadagno per esempio così almeno si trova un senso alla loro professionalità.  

L’ipocrisia penso sia la merce più venduta dalla politica, e non solo dalla nostra politica ahimè vedi la miopia e gli egoismi con cui Francia Germania e Inghilterra stanno cercando di  svendere libertà e democrazia a buon prezzo.  Ed allora giusto per utilizzare uno strumento del suo format, io farei piazza pulita dell’ipocrisia. Di quella con cui la chiesa da una parte lancia le denuncie di questa società corrotta mentre dall’altra ne raccoglie i vantaggi di questa corruzione. Della politica che pensando di bastarsi si è ormai dimenticata che dovrebbe essere solo uno strumento di governo dei popoli, e non di distribuzione di potere e quindi di privilegi. Della coscienza che pensando invece di non bastarsi delega a leggi manichee il governo delle proprie insicurezze, e la ricerca di quella felicità che deresponsabilizzandosi pensa di poter raggiungere a buon prezzo. 

Va bè, nonostante la Mussolini .. :-) continuerò a seguire la sua trasmissione e ad apprezzarla per  la sua professionalità.

Cordialità

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