Gentile Formigli
L’altro ieri ho guardato come
quasi sempre la sua trasmissione, e devo dire che pur apprezzando il suo format
nell’ascoltare alcuni dei suoi ospiti mi è capitato di fare qualche riflessione
in modo più trasversale.
La premessa che ciascuno ha il
diritto di pensarla e di proporsi come crede è persino ovvia, così come lo è
che una trasmissione che si propone di raccogliere lo stato d’animo delle
piazze d’Italia, si possa avvalere di tutte quelle figure - pur grottesche -
della politica che sono funzionali alla
logica del ragionamento che si intende portare avanti. E dunque purché quel ragionamento lo si
riesca a fare con educazione tutti dovrebbero essere benvenuti. Quindi lontano da me l’idea che in una
trasmissione di approfondimento come la sua, si debbano selezionare gli
ospiti con criteri surrettizi o peggio
con logiche partigiane, che trasformerebbero velocemente quell’approfondimento
in una sceneggiata napoletana: com’è successo al TG1 per esempio.
La qualità dell’informazione –
perlomeno nel momento in cui si cerca di fare approfondimento - non consiste
tanto nella ricerca spasmodica di apparire neutrali e forse nemmeno oggettivi,
quanto piuttosto nel proporre un proprio ragionamento, che inevitabilmente è
sfumato con le proprie idee - e guai non lo fosse - e nel cercare di capire
quanto possa essere condivisibile.
Il momento storico è abbastanza
particolare, e non solo per noi italiani, e forse proprio grazie a questa
particolarità l’opinione pubblica si sta focalizzando su temi che qualcuno sta
cercando di proporre dal 2007 con l’introduzione di quel nuovo concetto della
casta, ma che poi tanto nuovo non è e che anzi il peggio di sé forse cominciò a
darlo già negli anni ’80-90: dunque piuttosto in là nel tempo. Molti di quei personaggi sono ancora lì a
proporsi come il nuovo solo perché di tanto in tanto cambiano il simbolo ed a
volte persino il lessico, ma l’ingessatura del sistema politico è evidente come
lo è quel sistema di privilegi basato sulle corruzioni che l’ha prodotta. Che è
presente ovunque ed in modo trasversale come le cronache recenti ci ricordano:
qualora ce se fosse davvero ed ancora bisogno. Inamovibilità dunque.
Ora lungi da me pensare che voi
giornalisti siate responsabili di questa inamovibilità, ma certamente molte
trasmissioni di approfondimento sono state e sono tutt’ora una vetrina, dentro
cui ciascuno può dire giustamente ciò che vuole, ma il risultato principale di moltissime
partecipazioni spesso non lo si trova nei contenuti che quelle partecipazioni propongono ma piuttosto nella
più semplice e banale visibilità che inevitabilmente danno. Non voglio essere frainteso perché certamente
non penso di essere uno dei pochi portatori di contenuti, anzi, ma semplicemente
fare notare che alcuni personaggi politici sono quasi stati creati dalle vostre
trasmissioni dandogli appunto quella visibilità che prima non avevano e che
probabilmente hanno cercato a tutti i costi. Allora Ballarò ci ha regalato la
Polverini per esempio, mentre Anno Zero per certi aspetti riportò in auge
l’urlatrice che poi finì anche per fare il sottosegretario di qualcosa mi
sembra: già ma di che cosa! Il precedente governo sembrava davvero il
carrozzone di Mangiafuoco, però quelli nonostante tutto erano lì, e non certo perché
capaci di rappresentare dignitosamente qualcosa o qualcuno, e nemmeno perché
portatori di una delega: e qui si aprirebbero campi sterminati alla discussione
politica, perché in fondo il concetto della delega ora più che mai sta
denotando i propri limiti, tanto più che certi personaggi rappresentano poco
più che sé stessi, ed a volte non riescono dignitosamente nemmeno in quello.
Certo, io seguo Santoro e lo
stimo come professionista, mi viene anche facile capire che invitare certi
personaggi permette di perseguire più facilmente certi obiettivi, perché in
parte fanno tutto da soli e quindi il solo averli lì è uno spot per coloro che
quei personaggi non rappresentano: e dunque avere lì l’urlatrice certo non era
uno spot per il Pdl per esempio. Per par
condicio devo aggiungere che ieri sera guardando ed in parte ascoltando ad 8 ½
il tesoriere del PD incalzato dalla Gruber non riuscivo a capire che contributo
possa dare uno così alla politica italiana per esempio: ha detto praticamente
nulla ripetendo solo il ritornello che i partiti sono l’essenza della
democrazia. Somatica e dialettica ne
fanno un dinosauro inestinto. E per continuare con il rispetto di quella legge
egualitaria devo anche aggiungere che la Leopolda sembrava più una riunione di personaggi
in cerca d’autore: o forse di un posto al sole, e sentire Gori in quella prolusione
bè ha sollevato più di un dubbio. La politica ha inventato dei personaggi che
nella vita diversamente sarebbero stati dei .. va bè si potrebbe continuare
all’infinito anche se io non credo che il nuovo sia solo una questione
anagrafica.
Allora, l’altra sera guardando –
visto che ascoltarla è pressoché impossibile - la Mussolini giocherellare col
suo telefono mi sono chiesto se non sia davvero il momento in cui tutti, e
quindi anche voi giornalisti, si debba mettere da parte l’idea che per inseguire
un ragionamento a tutti i costi lo si
debba fare inserendo anche tutte quelle brutture per il solo fatto che sono
funzionali al ragionamento stesso: o meglio alla sua dimostrazione. Intendo,
qual è stato il contributo della Mussolini? Ha detto delle cose? È stata
invitata solo perché aveva dichiarato di votare contro Monti? Ma lei chi
rappresenta a parte i familiari e qualche amico? Forse! Il suo parere è davvero
così autorevole che merita di essere ascoltato da una platea attenta? Potrebbe
esserci stato chiunque al suo posto! Ma davvero chiunque! E dunque?
Ed allora penso che faccia
davvero bene Lerner quando all’Infedele invita persone che probabilmente hanno
qualcosa da dire e non necessariamente i politichetti di turno forse proposti
dai partiti, che cercano di lacerare l’oblio che in parte li avvolge con
apparizioni inutili e funzionali esclusivamente a quell’ottica del ragionamento
di cui dicevo. Quella visibilità intendo sarebbe meglio darla a qualcosa di
veramente nuovo, perché quei cacciatori di visibilità si sostentano in gran
parte per quello, e farli fuori: mi perdoni la crudeltà, sarebbe abbastanza
facile. Perché farli fuori? Bè se qualcuno è sostituibile da chiunque tanto
vale sostituirlo con chiunque, perché continuare invece a dargli dei privilegi visto
che per gran parte gli vengono proprio
da quella visibilità così inseguita. Vogliono visibilità? Bene! Almeno costringiamoli
a fare gli show con cui ultimamente ci ha deliziati l’on. Stracquadagno per
esempio così almeno si trova un senso alla loro professionalità.
L’ipocrisia penso sia la merce
più venduta dalla politica, e non solo dalla nostra politica ahimè vedi la
miopia e gli egoismi con cui Francia Germania e Inghilterra stanno cercando di svendere libertà e democrazia a buon
prezzo. Ed allora giusto per utilizzare
uno strumento del suo format, io farei piazza pulita dell’ipocrisia. Di quella
con cui la chiesa da una parte lancia le denuncie di questa società corrotta
mentre dall’altra ne raccoglie i vantaggi di questa corruzione. Della politica
che pensando di bastarsi si è ormai dimenticata che dovrebbe essere solo uno
strumento di governo dei popoli, e non di distribuzione di potere e quindi di
privilegi. Della coscienza che pensando invece di non bastarsi delega a leggi
manichee il governo delle proprie insicurezze, e la ricerca di quella felicità
che deresponsabilizzandosi pensa di poter raggiungere a buon prezzo.
Va bè, nonostante la Mussolini .. :-) continuerò a seguire
la sua trasmissione e ad apprezzarla per la sua professionalità.
Cordialità
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