Alle amiche portatrici di pelliccia , che rasano la propria per indossare quella di .. un animale.. :-)
Bé lo spunto mi è stato dato da un’amica che mi ha accennato alla legge del più forte, ma in realtà la legge del più forte in natura non esiste perché lì ciò che si gioca è sempre e solo la sopravvivenza: un animale se uccide un altro animale o persino un uomo, non è spinto da odio o da rivalsa, ma solo da istinto e da fame, e dunque quella maggior forza in realtà non è una condizione ostentata ma, quella che Leibniz chiamava la ragione sufficiente per cui un evento si manifesta: e dunque nulla accade senza una ragione, anche se alla ragione sufficiente di quell’accadimento non corrisponde necessariamente una necessità logica. L’animale quando uccide non si preoccupa di quella necessità logica. Noi invece dovremmo.
Ciò che ci differenzia dagli animali è la coscienza, intesa non solo come l’insieme dei sentimenti che salgono alla percezione della psiche, ma anche come insieme di obblighi, e dunque leggi, morali con cui possiamo, ed anzi dobbiamo, manifestare la nostra capacità di scelta.
Io mangio carne e dunque non voglio fare discorsi ipocriti: come ti ho accennato l’ipocrisia è una cosa che odio. Ciò non toglie che per le cose che facciamo bisogna cercare sempre un senso, che diventa anche una questione morale quando quel senso riguarda la vita in genere: e dunque anche quella degli animali e delle piante.
Gli animali vengono allevati e uccisi per essere mangiati, e il tipo di animale diventa solo una questione culturale e dunque in estremo oriente non sono più barbari solo perché mangiano il cane, mentre in India ad esempio non mangiano la mucca o nell’Islam il maiale è vietato. Però c’è modo e modo di fare le cose, ed allora quando compro le uova guardo che le galline che le hanno prodotte siano allevate a terra e non in gabbia, e dell’animale di cui compro la carne, per mangiare, che sia utilizzato tutto, e dunque anche la sua pelliccia: ad esempio per una mucca o un montone. Pensare che un animale possa essere allevato con quelle torture, solo perché la sua pelliccia si infoltisca e perché poi io gliela possa scalpare non lo trovo etico: e non solo disgustoso. Uccidere solo per alimentare la vanità o anche il vantaggio economico, è disgustoso, persino se si trattasse di una pianta.
Certo quegli stessi strumenti che ci permettono di fare riflessioni etiche ci permettono anche di pisciare sui cadaveri di altri uomini: trovando persino la forza di scherzarci sopra, com’è successo ad alcuni soldati americani in Afganistan, che si sono, bontà loro, filmati mentre pisciavano su cadaveri di talebani, dimenticando che prima di essere talebani, e dunque nemici: erano uomini.
Ed allora Coscienza vuol dire, e spero proporre, qualcosa di più rispetto ad un essere vivente che non ne è dotato: capacità di scegliere.
Nessun commento:
Posta un commento