giovedì 2 gennaio 2014

In mezzora l’equazione perduta


Ultimamente succedeva sempre più spesso.  Tornava a casa e si infilava nel bagno. Un saluto veloce e poi spariva. Giulia non sapeva spiegarselo. Possibile che ogni volta che tornava a casa la mamma dovesse andare in bagno con tanta fretta! Eppoi ogni volta il suo compito doveva aspettare. Si. Aspettava che quelle equazioni si risolvessero da sole. Forse. Magari sarebbe successo! In fondo con quelle matematiche riusciva anche  da sola, e farsi controllare il compito era solo un modo per avvicinare qualcuno. E magari sentirsi dire qualcosa. Qualunque cosa! Già! Andrea era quasi sempre via. Costruiva cose. In posti lontani. E qualche volta lei c’era persino andata. Poi però quello che riusciva a costruire in quei posti a casa non riusciva altrettanto bene. Quella volta quando Giulia glielo disse lui le sorrise, e non riuscì a trovare le parole per andare oltre. Quel sorriso appena tracciato probabilmente delineò le sue labbra con l’amarezza che quel presente non riusciva a diluire. E dove poi! Dove avrebbe dovuto diluirla. Perché aggiungere ricordi ad un presente che non funziona quasi sempre è un esercizio doloroso. Malinconia e piacere troppo spesso si mescolano in un cocktail incapace di lasciarsi assaporare per brindare. A cosa poi! A qualcosa che forse non esiste più! Giulia era brava in  matematica. Ma forse non era capace di preparare cocktail! Pensò! Più di una volta le passò per la mente che potesse dipendere da lei. Si. Ma poi. Quelle equazioni non era in grado di risolverle da sola. Forse ci provò! Si. Ma non funzionò! Capì solo che suo padre continuò a fare quello che aveva sempre fatto. Mentre sua madre cominciò a respirare con sempre più affanno. Dovette rinunciare ai suoi giri per il mondo! Il teatro! Quelle scenografie che le venivano così bene! E poi invece. A casa! Era tutto così piatto. Quando cominciò a pensare che forse dipendeva da lei, dal semplice fatto che era nata! Bè lo aveva già capito! Ma in fondo cosa poteva farci lei? Non erano le sue equazioni quelle! Ed il risultato di quelle che invece sua madre cercava di risolvere in bagno si perdeva sempre. Tra soluzioni impossibili. Tra sostanze indefinibili. Che la lasciavano allucinata. E forse sognante. Dentro scenografie in cui un posto lei forse non lo avrebbe mai trovato.

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