venerdì 5 aprile 2013

Risposta ad un amico di Fare: perché Fare deve Fare di più!


… Si, sostanzialmente concordo con l’analisi di darkpiper. Col senno di poi di solito è più facile fare analisi, ma questa volta è così tutto instabile che anche una sfera di cristallo, una di quelle buone, J troverebbe difficoltà.

Fare è riuscito a fare molta confusione, non tanto all’inizio nell’identificazione di un possibile target elettorale, quanto piuttosto nella gestione dell’instabilità che si era venuta a creare  nel periodo post-lauree J.

Il tentativo di drenare la ragione del Pdl e di lasciargli la pancia penso l’abbia fatto Fratelli d’Italia: che per me era solo un cartello elettorale, ma che ha dimostrato che il Pdl è veramente sdraiato su Berlusconi: ed i motivi penso siano noti a tutti. Quando un partito come quello dimostra di poter risalire così tanto con una campagna elettorale come quella,  mi verrebbe da dire che c’è poco da costruire sulle idee perché quello che conta per buona parte di quell’elettorato evidentemente è solo il modo in cui vengono comunicate: ad ora perlomeno.

Quindi il tentativo di proporre un qualcosa a quel centro destra che non dipende culturalmente da Berlusconi: ma seriamente, penso che in quel momento fosse una proposta vincente: molti come me si sono avvicinati a Fare proprio perché finalmente qualcuno poteva parlare di centro destra senza pensare di dover prima affittare una camera all’olgettina J  Lontano da me le ideologie massimaliste, ma  quel pdl ha votato in massa in quel parlamento per la questione Ruby! Io non sono per le rivoluzioni alla Grillo, e nemmeno per la supponenza alla Bersani, ma ..!! Dunque quel lavoro lì probabilmente avrebbero dovuto farlo quelli di FDI e se avesse funzionato poi si sarebbero aperti scenari nuovi nel centro destra. Ora! Bè da fuori non penso sia possibile forzare questi scenari: dovranno vedersela da dentro.

La crisi post lauree ha invece messo in scena l’incapacità di un gruppo dirigente aggregatosi attorno ad un manifesto: di fare squadra. Poi viene fuori la storia che un leader non serve, che un front man non serve che un’assemblea di saggi: forse un po’ troppo chiusa! Sarebbe stata in grado di affrontare tutto. Plutocrazia! E poi! Una campagna elettorale scadente anzi! Veramente scadente per scelte strategiche (ammesso che ce ne siano state) e per contenuti comunicativi. Si è rimasti aggrappati ormai senza ossigeno alla corda che teneva legati quei 10 punti di  programma senza tentare alcunché: se non gettarsi gli stracci in faccia facendo a gara a chi aveva più master! J Solo per dire che gli errori secondo me non erano nei contenuti, e dunque nella proposta o persino nell’individuazione del bacino d’utenza,  ma piuttosto nelle persone che li hanno gestiti! Sono forse troppo diretto! J

I voti drenati certamente da lista civica e da m5s secondo me non sono persi, anzi: ora più che mai! Mentre l’intesa con Italia futura:  che personalmente vedo più come un collage andreottiano non so quanto avrebbe potuto rendere poi  in termini di qualificazione identitaria: molto di quel potenziale elettorato di Fare avrebbe pensato al solito mescolone. Personalmente mi sono impegnato ai banchetti elettorali di Fare e dunque ho avuto modo di raccogliere sensazioni, e molte andavano in questa direzione. E dunque in quest’ottica il nuovo non passerebbe per alleanze che hanno già il sapore del vintage: per fortuna mi verrebbe da dire! Perché tutto ciò che ha girato attorno a lista civica è stato un fallimento da un punto di vista politico: e le responsabilità non bisogna cercarle nei non risultati degli altri perché è un tentativo inutilmente assolutorio. Al governo Monti non attribuisco tutte quelle responsabilità che certa propaganda vorrebbe affibbiargli, ma certo è stato una delusione: poco coraggio e nessuna visione strategica del problema! Mentre Montezemolo! Bè tutto quello che vorrebbe fare lui Andreotti lo ha già fatto.

Bersani sta cercando di non lasciare morire quella forza identitaria del PD che quelli come lui hanno rappresentato fin qui. È probabilmente un tentativo effimero. Se Renzi passa il PD dovrà riproporsi con una identità più evoluta: ed a quel punto forse non sarà più una questione di accettazione da parte della base che forse dovrà decidere per una spaccatura: a cui nessuna delle due anime ha convenienza, e lo sanno benissimo: perché diversamente quei massimalisti evoluti si ritroveranno a fare i conti con quelli come Ferrando e comunque con una coalizione (che sarà difficile anche tra di loro)  che vale qualche percento: non so se Fassina e quelli come lui troveranno la voglia di provarci!

Simbolo e nome certamente non sono il massimo, ma forse è anche finito quel periodo berlusconiano in cui la politica assumeva i metodi di comunicazione dell’impresa: ed anzi quei metodi ora stanno mostrando il loro limite anche per l’impresa: un’offerta pressante e omologata per molti aspetti ha vaccinato il consumatore a quegli stimoli, e lo stesso sta succedendo in politica: almeno per quella fetta di elettorato più evoluta.

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