Ecco!
Il tempio shintoista di Fushimi Inari
Taisha. Una porta che apre un percorso per lo spirito. Quattro kilometri delimitati
da centinaia di torii rossi e da volpi di pietra. La volpe è il messaggero di
Inari. Il dio del raccolto del riso. La piccola Chiyo lo percorre di corsa
stringendo nella mano le monete per la sua preghiera. E poi. In fondo alla sua
corsa. Le dona al dio. Per quella preghiera! Per la sua vita. Erano gli anni
’20. Anni in cui disagio e dolore a volte custodivano una crisalide, che poi si
trasformava in geisha. Si! Si trasformava. La trasformazione dello spirito in
qualcosa che solo il corpo gli può lasciar comprendere: il dolore e il piacere.
L’orrore e la bellezza. Il solito dualismo Junghiano da cui l’imbranatismo di
Paperinik non avrebbe certamente potuto sottrarsi. Una sensazione! Si. Chissà! Forse
un deja wu! Di un’altra vita! Di quell’altra personalità! Di quell’altro io che
scalpita per essere Io, e che forse non vuole essere me! Ecco allora! Che
quella porta si apre. E quel percorso si apre. Tra i rossi dell’anima! Con le
parole della ragione. E così la piccola Chiyo diventa Sayuri. Mentre
all’imbranato papero non rimane che tirare fuori il suo temibile mantello.
Un
ringraziamento ad Akira79 per la bella grafica, ed agli amici disposti a
varcare quella porta: magari per scrivere il proprio torii.
Un lungo cammino, salita e discesa con tante piccole fermate intermedie. Il rosso che ti riempie gli occhi e il cuore..qualcosa che, appena varcata mai ti aspetteresti, e invece..
RispondiEliminaE invece..ti lasci togliere il fiato, cadere e rialzare, giudicare dagli occhi di ogni volpe..ogni passo vale la meta che si è scelta di raggiungere..questo è il Fushimi Inari.
Ma qui non si parla di Giappone e quella..è un altra vita.
Si fa fatica, a volte, ad accettare quelo che si nasconde dentro il nostro corpo..si preferisce o almeno, parlo per me, nascondersi dietro a un mantello, inforcare una maschera e fare la faccia cattiva, sorridere...sorridere. Lasciar spazio all'IO che vuole uscire..percorrendo la strada lucente che ci si è aperta innanzi...si deve fare? Si fa..ma a volte..è meglio di no..con la ragione..è meglio di no.
..a volte, intrappolato, c'è un drago...che uscendo...farebbe più male che bene.