sabato 23 marzo 2013

L’inciucio depressivo e la patata: perché la patata centra sempre!


Il sole già alto filtra attraverso la finestra di fronte. Alzato un po’ tardi si! E le ante leggermente accostate cercano di lasciare passare l’odore con cui il toscano della sera prima ha impregnato una situazione in quel suo ingenuo tentativo di distenderla. Già! E la televisione accesa lascia scorrere parole come politica, responsabilità, ragione. E poi! Coerenza, emergenza, necessità: tradotto inciucio! Accidenti, l’odore di un  toscano lasciato lì qualche giorno sarebbe persino più gradevole.

Ho sempre pensato la politica come arte del possibile, perché in fondo dovrebbe essere un modo per cercare di condividere delle cose partendo dal possibile appunto. Perché condividere tutto per quanto desiderabile, rischierebbe nella migliore delle ipotesi di rimandare a quella figura del tiranno illuminato che Platone metteva a capo della sua Repubblica. Certo Platone era Platone, ed un tiranno così avrebbe trovato il mio consenso. Ma qui, ora, il possibile è un’altra cosa! Ed agli amici grillini che la vedevano come un’impostazione troppo machiavellica, mi verrebbe da chiedere dov’è la condivisione delle idee in un movimento: partito, in cui i rappresentanti sono stati eletti con qualche decina di voti passando da autocandidature, e poi i portavoce invece non sono nemmeno stati eletti così come i loro leader massimi: che vanno a trattare la strategia col capo dello stato senza alcun titolo in fondo, perché sia Grillo sia Casaleggio non sono eletti ma forse sono supportati solo da un consenso popolare che in altri tempi propose poi i panorami di Loreto! J va bè, è un mondo di internauti in fondo! E peraltro ben venga perché se questo era il grimaldello per scardinare un parlamento blindato: appunto! Ben venga. Poi però attenzione! Perché con qualche decina di voti proporsi con l’uno vale uno e dire che pretendono le presidenze delle commissioni perché gli aspettano per diritto: bè ricordo che i voti bisogna raccoglierli in parlamento! Con quella pratica della mediazione che loro però chiamano inciucio: che non sarà più tale solo a 100% raccolto! J internauti! Che pensano di scegliersi i giornalisti con cui parlare nel tentativo di scardinare un sistema che evidentemente deve valere sempre per qualcun altro!

Del resto una maggioranza in parlamento c’è, ma il crollo di consensi che ha subito non le ha comunque permesso di fare riflessioni diverse da quelle che conducono nella direzione della sopravvivenza personale piuttosto che in quella della necessità nazionale: e così magari ci si ritroverà ad elezioni sempre con questa legge! Ma no! In fondo tutto ha un senso! Lo ha la logica d’apparato! Lo ha averci ridato un’epoca berlusconiana che ormai sembrava finita. Lo ha mandare avanti giovani vecchi: come li ha definiti Vauro per esempio! Solo per una questione anagrafica. Lo ha pensare che le logiche parlamentari si traducono sempre in voti: ed allora perché no, anche quelli della Lega potrebbero tornare utili! Lo ha pensare che in un momento come questo non è sensato non riuscire a trovare un momento di unità nazionale: ed in fondo il Leader Massimo è sempre il Leader Massimo. Lo ha mandare oggi propri rappresentanti alla manifestazione no-tav quando invece la linea del PD è opposta! Il PD in queste cose è fantastico! Come quando propri rappresentati andavano alle manifestazioni contro il governo che contribuivano a sostenere: quello Monti. Va bè! Anime confuse! J Aspettiamo il governissimo di Bersani: che forse non si sta accorgendo che lavorare in modo trasversale è possibile: vedi Crocetta in Sicilia!

E poi c’è sempre la patata! Già! L’unica  vera responsabile della deriva politica italiana di questo ventennio! J in fondo le idee filtrate dal velo che quell’immagine cala sugli occhi: si animano di passione! Ed allora perché no! Il tutto ed il contrario di tutto diventa l’arte del possibile. Così prima si fa praticamente cascare il governo Monti. E poi! Gli si propone il premierato! Già! Ma visto che non accetta gli si sputa addosso tutta la campagna elettorale. E poi? Bè la responsabilità che si nasconde dietro occhiali scuri incita all’unità nazionale e quindi alla coalizione di responsabili! Magari come capogruppo si possono proporre alcuni scambisti! J di quelli che cantavano così bene l’inno sulle scale di un tribunale della Repubblica! Scambisti! Vincolo di mandato! Riflessioni che evolvono! Verità! Va bè!

Già! Quel va bè che sull’orlo del baratro anche Monti forse deve aver pronunciato! Rinchiuso dentro un loden tecnico che al di là della pur importante credibilità internazionale, è stato capace solo di coprire appunti con formule ragionieristiche: altro che De Gasperi! Personalità o necessità?! Chissà! Certo è che dalla recessione si è passati alla depressione infilando supposte che tutti sarebbero stati capaci di spingere: certo i guanti tecnici bocconiani forse hanno lubrificato meglio, ma schemi strategici degni di tanta preparazione non se ne sono visti! Poi certo! Governare è più difficile che parlare. Certo! Poi quando c’è anche una Corte Costituzionale che ti rema contro con una determinazione che dichiara anticostituzionale il dimezzamento degli stipendi della casta equiparandolo a quello dei dipendenti pubblici: bè lascia intendere chiaramente che il compito non era facile. Ma il non aver saputo osare il potere di vita o di morte, tecnico!  J che almeno per tre mesi questo governo ha avuto: bè ha dato una delusione a molti. Come le aspettative che alcuni dei manager più pagati d’Italia J avevano creato, tecnicamente: illusionisti!  

Accidenti Oscar! Pensavi davvero che in questi gironi danteschi le lauree potessero fare tanta differenza? Quando condividere delle idee significa prima di tutto averle e poi saperle proporre! E tu tutto sommato riuscivi in entrambe le cose! Ma allora se un po’ di vanità e qualche debolezza possono davvero distruggere più di quanto riesca tanta ipocrisia, non rimane che nascondersi dietro gli altri, o dietro occhiali scuri poco importa. Perché tanto in quei gironi ciò che si è fatto o che si è capaci di fare, conta meno dell’emozione che si riesce a creare nel dirlo. Già! E poi dirlo diventa la sola necessità. Quella che poi ti lascia pensare che tra quelle fiamme le patate sono persino più buone.  J